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febbraio 08, 2012  
   
La Redazione

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Tiziana Iaccarino

Biografia

Tiziana Iaccarino nasce a Napoli il 7 maggio 1976 e fin da bambina sembra portata per tutto ciò che di artistico scopre: dalle Arti Figurative a quelle Letterarie, passando per le appartenenti allo spettacolo.

Ama disegnare e scrivere: a 12 anni già realizzava ritratti di Beethoven e Napoleone, mentre l’idea di scrivere un romanzo nasce negli anni in cui frequenta la Scuola Media.

In seguito alla Maturità Magistrale, s‘iscrive all‘ Accademia d‘ Arte Drammatica che frequenta per tre anni e successivamente ad una Scuola di Teatro che le permettono di maturare e confrontarsi con persone che esprimono con talento le proprie capacità interpretative sui palcoscenici dei più importanti Teatri di Napoli.  

 

Intanto inizia a scrivere poesie e dopo i vent‘ anni realizza le prime raccolte: “A guardare il cielo“, “Miraggi “ , “Il velier del voler“ ( una poesia che arriva alla finale del "Trofeo  Internazionale Medusa  Aurea XXIV Edizione" indetto dall‘ Accademia Internazionale d‘ Arte Moderna di Roma nel 2001 )  ed “Essenza“, oltre ad un‘ ulteriore raccolta dal titolo “Un tempo lontano“ che è una Biografia Poetica .
Nel 2008 pubblica con la Casa Editrice toscana Giovane Holden il primo romanzo dal titolo “Un  barlume  di  speranza“ con il quale ottiene in breve tempo un successo tale da portare l’opera all’ ottava ristampa nel Gennaio 2010 e ad una seconda edizione nello stesso anno con oltre 1000 copie vendute, risultando su “La Repubblica - Napoli” al 5° posto nella classifica dei libri di Narrativa Italiana più venduti in città.

 

Le Opere


L'intervista:

La Redazione - Partiamo da un “Barlume di Speranza” il tuo romanzo,  pare sia nato da un sogno vero..

T.I. - Sì. “Un barlume di speranza” è un manoscritto nato da un sogno vero e proprio.
Una notte di molti anni fa sognai il deserto. Non sapevo quale fosse, ma era affascinante e alquanto suggestivo. Mi svegliai e cominciai a domandarmi perché avessi sognato un luogo del genere. Infine, immaginai di visitarne uno. Non ero mai stata in nessun deserto a quel tempo e la fantasia mi permise di raccontare quel che avevo provato nel sogno.
Immaginai di trovarmici per caso e di dover stilare un diario attraverso il quale raccontare un'avventura, cercando d'immedesimarmi nella protagonista femminile. Tutto cominciò così.

La Redazione - Hai scritto anche un altri romanzi, sono molto diversi tra loro?

T.I. - Sì. Ho scritto un secondo romanzo e un terzo. Entrambi totalmente diversi dal primo. Entrambi ambientati in luoghi diversi con storie che trasmettono messaggi diversi. Un modo come un altro per portare un certo tipo di riflessione attraverso la lettura. Ma nulla a che spartire con il primo.

La Redazione - Quale rapporto hai con lo scrivere e quando è scattata questa molla verso la pagina scritta?

T.I. - Scrivere mi permette di esprimere quel che difficilmente riuscirei ad esporre parlana voce.
Scrivo poesie dall'adolescenza. Amo scrivere anche racconti e romanzi. Forse in futuro potrei cimentarmi con i saggi. Non escludo nulla. Scrivere è terapeutico. Fa bene ed arricchisce culturalmente e socialmente.

La Redazione - Quanto tempo è rimasto nel cassetto il tuo primo romanzo?

T.I. - Moltissimi anni. Non saprei dire quanti, ma davvero tanti. La verità è che dopo il primo iniziale entusiasmo e la voglia di pubblicarlo, mi sono resa conto di non avere alcuna fretta. Ho capito che avrei dovuto aspettare il momento più opportuno e soprattutto la proposta editoriale che rispecchiasse le mie aspettative e le mie aspirazioni.
Per anni ho ricevuto proposte che non ho accettato per i più svariati motivi. Poi è arrivata quella che ho reputato più interessante e ho deciso di accettare.

La Redazione - Quanto sono importanti per te eventi quali il Festival della Letteratura di Mantova, Premio letterario Nemo, e questi circuiti in generale.

T.I. - C'è chi crede che i concorsi letterari non servano. Io, invece, sono del parere che siano un'ottima palestra per i giovani autori. Ogni concorso o festival ha un suo 'perché' e reputo che ogni esperienza arricchisca il proprio curriculum e soprattutto la propria competenza in un determinato settore.
Io stessa ho iniziato a partecipare a concorsi letterari da giovanissima con le poesie che scrivevo, ricevendo soddisfazioni che sono rimaste nel tempo.

La Redazione - E un tuo giudizio su Facebook, Myspace, social network etc?? Intendo come opportunità per farsi conoscere…e  di youlibro cosa ne pensi?

T.I. - Credo che oggi internet sia diventato il mezzo di comunicazione più diffuso dopo la carta stampata, la radio e la televisione. Un ulteriore mezzo che è in grado di ampliare gli orizzonti di tutti. Credo che i social network, se utilizzati come si deve, possano essere molto utili in ogni ambito.
E “Youlibro” è senz'altro un sito molto interessante. Molti siti oggi si occupano di giovani autori, e questo fa capire quanto si stia diffondendo la cultura della 'scrittura' anche attraverso il web. Insomma, un buon segno.

La Redazione - Quali criteri hai usato per scegliere l’editore e perché ti sei fidata?

T.I. - Di solito ci si fida del proprio intuito o di determinate circostanze.
Per qualunque giovane autore, trovare una buona casa editrice che pubblichi il primo romanzo, non è mai semplice. E noto che ci sono troppe persone che partono allo sbaraglio senza alcuna preparazione e soprattutto senza avere molta esperienza alle proprie spalle.
Non è una questione di 'fiducia'. Spesso è un saper scegliere ciò che si reputa adatto a sé e a quel che si cerca in quel determinato momento. Tutto qua.

La Redazione - Quante revisioni hai fatto ai tuoi testi prima di sottoporli ad un editore?

T.I. - Le revisioni che vanno fatte ad un testo devono essere diverse, prima di proporlo ad un editore. Non si può rischiare di far figuracce con refusi o errori di battitura e distrazione.
Io ho revisionato la mia prima opera molte volte e, cosa importante (che consiglio a tutti), a distanza di tempo.
Mi spiego: non ha senso revisionare un'opera due o tre volte nel giro di un solo anno.
Un'opera ha bisogno di 'riposare', proprio come il suo autore. Deve restare nel suo cassetto ed esser ripresa in mano a distanza di mesi dalla sua prima stesura, magari anche di anni. E tutto si comprenderà meglio.

La Redazione - Prima della pubblicazione, l’editore ti ha proposto un editing?

T.I. - Naturalmente. L'editing è sempre previsto prima di una qualunque pubblicazione. Le opere devono sempre esser sottoposte alla visione professionale di una casa editrice che sappia presentarle al meglio.

La Redazione - Cosa consiglieresti a chi volesse pubblicare un suo romanzo?

T.I. - Consiglio di armarsi di pazienza. Tanta pazienza. Di non avere fretta. Di prendere le cose come vengono. Di non pretendere che la propria opera sia pubblicata dal primo editore che l'avrà sotto mano. Di valutare tante possibilità e di cercare i mezzi migliori per farsi largo.
Oggi è diventato molto difficile, perché c'è grande competizione in giro. Bisogna sapersi muovere. Bisogna capire quale sia il mezzo e il metodo migliore per sé al fine di emergere. Le possibilità possono essere svariate. Ci vuole intraprendenza e tenacia, oltre che pazienza.

La Redazione - Infine i tuoi progetti futuri…

T.I. - Innanzitutto, spero di continuare a far conoscere “Un barlume di speranza” perché è un'opera nella quale credo molto.

E poi si vedrà: ho tempo per revisionare i manoscritti successivi. Come ho detto precedentemente: devono riposare … e non solo loro!


Per ulteriori informazioni sull'autrice:

http://www.tizianaiaccarino.com




 

   
   
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